Valorizzazione aree urbane ed industriali
Il territorio dell’Alto Molise è costituito
da 12 piccoli e caratteristici paesini, quasi aggrappati alle rocce, che presentano un ricco e variegato patrimonio storico-architettonico. L’insieme delle aree archeologiche che si trovano disseminate negli antichi borghi e nelle campagne rurali, risalenti per lo più al periodo italico, formano uno dei complessi più importanti del centro-Italia. Vecchi templi, teatri sannitici, fortificazioni, resti di antiche città e necropoli caratterizzano tutto il territorio. Castelli e palazzi baronali, centri storici risalenti al periodo dell’Alto medioevo, chiese e conventi, rappresentano testimonianze, spesso ancora funzionali, dell’architettura, dell’artigianato artistico, della cultura e delle tradizioni del periodo medioevale. Mulini, vecchie fonderie e frantoi, che dal medioevo fino all’ottocento hanno caratterizzato l’artigianato e le prime forme di industria, oggi costituiscono complessi dalle elevate potenzialità storiche, culturali e turistiche.
In questo contesto si inserisce la “carta di valorizzazione dei centri storici e dei borghi rurali” volta a creare le condizione di una migliore “qualità urbana e rurale” che avviene attraverso interventi di valorizzazione delle preesistenze storiche, di miglioramento della fruibilità e accessibilità, di rivitalizzazione e riconnessione dei borghi e centri storici, di incremento di servizi ed infrastrutture, di valorizzazione degli elementi urbani rilevanti, di recupero di edifici esistenti come contenitori di nuove funzioni
pubbliche. Essa si rivolge principalmente alle pubbliche amministrazioni, ma anche a proprietari e gestori di beni architettonici e di strutture all’interno di centri storici e borghi rurali.
Gli interventi in essa contemplati riguardano in primo luogo l’adeguamento dei “Piani Regolatori” adottati da ciascuna amministrazione comunale alle indicazioni in materia di modalità costruttive, vincoli paesaggistici, mobilità sostenibile, aspetti termo-energetici e di servizi, così come specificati nella suddetta carta di valorizzazione, e che riguardano sia più propriamente i centri urbani che le pertinenti aree produttive ed artigianali. In particolare, nell’ambito della valorizzazione del patrimonio costruito dei borghi, si punta a regolamentare il recupero degli edifici esistenti incentivando l’uso di stili tradizionali, ma con tecnologie e materiali moderni al fine di porre attenzione agli aspetti energetici e di rispetto dell’ambiente, oltre a regolamentare gli aspetti estetici, funzionali e di servizio. Per le aree di insediamento produttivo, si punterà a far completare le zone produttive già avviate coerentemente ai nuovi piani regolatori, rivisitati in funzione della carta di valorizzazione adottata, nonché riconvertire le aree dismesse o non utilizzate in aree rivolte alla produzione agroalimentare e alla creazione di attività legate alla gestione dei rifiuti e delle fonti energetiche alternative. Infine, per quanto riguarda le aree di archeologia industriale, si punterà alla riconversione degli stessi in luoghi per eventi e manifestazioni a scopo turistico.
Altra linea di intervento riguarda l’adesione dei soggetti interessati al “Piano Integrato di Mobilità sostenibile” che punterà ad incentivare l’utilizzo dei percorsi pedonali ed in bici all’interno dei borghi, ridurre l’uso dei mezzi di trasporto privato ad elevato tasso di emissioni inquinanti, favorire l’accesso a forme di mobilità a domanda, incentivare l’utilizzo di navette a gas per accedere alle strutture ricettive ed ai siti turistici ed ambientali di particolare rilevanza.
