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sabato 19 maggio 2012
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Recupero e conservazione del territorio

L’incontaminato territorio della Comunità Montana si estende per poco più 409 kmbosco quadrati. E’ per la maggior parte un territorio montano con monti che superano i 1500 metri ed ancora prevalentemente boschivo: una potenzialità notevole sia per l’agricoltura che per il turismo. I boschi sono caratterizzati dalla presenza diffusa del cerro e dell'abete bianco, sostituiti oltre i 1100 metri dal faggio. Molto diffusi sono i pascoli, fino a qualche decennio fa unica risorsa per gli allevatori, costituiti prevalentemente dalle praterie cacuminali, caratterizzate da una eccezionale varietà floristica. La Riserva naturale di Montedimezzo che comprende circa 300 ettari del comune di Vastogirardi, il complesso forestale di Montedimezzo-Feudozzo-Pennataro, esteso per circa 1.170 ettari, il quale conserva ancora oggi particolari varietà di fauna e flora, il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, esteso per circa 10 ettari alle pendici di FloraMonte Campo, uno dei pochi casi in Italia di "orto botanico naturale", sono solo alcuni esempi di bellezze naturali, vanto del territorio dell’Alto Molise. La tutela di tale prezioso patrimonio rappresenta l’obiettivo specifico della carta di valorizzazione “recupero e conservazione del territorio”, finalizzata principalmente al rivalorizzazione, alla conservazione e alla fruibilità dell’ambiente naturale e paesaggistico presente nell’area vasta. Le linee di intervento individuate nella Carta di valorizzazione e rivolte ai soggetti che vi intendono aderire, riguardano sostanzialmente l’adesione a “piani specifici di fruibilità e recupero delle aree boschive e dei pascoli”; “piani di recupero dei beni naturali e paesaggistici” ai fini della salvaguardia e del miglioramento dell’accessibilità; “piano termo-energetico” per la riduzione dei consumi energetici e per la valorizzazione delle fonti rinnovabili; “piano di gestione integrata dei rifiuti” per la creazione di un ciclo di valorizzazione dei rifiuti differenziati e, infine, al “piano idrico” per la conservazione e valorizzazione del patrimonio idrogeologico, per la difesa del suolo e messa in sicurezza del territorio. In definitiva, questa carta di valorizzazione tende non solo a favorire e coordinare la manutenzione, la tutela ed il segnalamento di aree del territorio di particolare valore, ma anche di ridurre la pressione antropica sul territorio, rendendolo allo stesso tempo fruibile e conservandone le sue caratteristiche peculiari.

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