Santuario e Teatro Italico
Il
teatro - tempio di Pietrabbondante - mirabile
esempio di teatro d'altura in cui solitamente
in estate vengono allestite anche rappresentazioni
teatrali - rappresenta la più grandiosa
testimonianza della civiltà sannitica,
che in Pietrabbondante è attestata sin
dal V sec. a.C. dalla necropoli della Troccola
su Monte Caraceno, la cui cima è circondata
da una fortificazione a mura poligonali del
IV sec. a.C. Costruito tra la fine del V sec.
e la prima metà del IV sec. a.C., per
essere ritoccato nel III sec. a. C. dopo essere
stato distrutto nel 217 a.C. da Anni-bale (secondo
quanto sostenuto da alcuni storici), il complesso
monumentale si pone senz'altro quale primo esempio
di tempio coperto che andò a sostituire
i boschi o le zone cintate all'aperto come luogo
di culto per i Sanniti.
Lo sforzo maggiore fu tuttavia profuso nella
costruzione del complesso sito a circa 55 metri
a sud del tempio A, dove venne realizzato dapprima
il teatro (fine II sec. a.C.) ed in seguito
il te
mpio grande, cosiddetto tempio B (I sec.
a.C.). L'intero complesso architettonico ricalcò
le tipologie ellenistiche in uso nei teatri
della vicina Campania.
La prima fase di scavi iniziò a partire
dal 1840, con i Borboni, e si protrasse fino
al 1913: in questa fase furono scoperti il tempio
A e il teatro. In questi stessi anni gli scavi
furono visitati e studiati da importanti studiosi
della classicità quali il Mommsen, il
Friedlander ed il Maiuri. A partire dal 1959
gli stessi furono r
ipresi
dall'allora Ispettore presso le Antichità
dell'Abruzzo e Molise Adriano La Regina, sotto
la cui direzione venne riportato alla luce il
tempio B e si provvide alla sistemazione dell'intera
area. Nel 2001 la Soprinten-denza di Roma dello
stesso Adriano La Regina - tra i più
importanti sannitologi contemporanei - con la
supervisione della Soprintendenza del Molise
ha riaperto i cantieri nel sito di località
Calcatello per procedere alla ricostruzione
dell'assetto originario del teatro grazie a
recupero, numerazione e ricollocazione dei circa
400 blocchi di pietra grigia locale sparsi nell'intera
area.
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