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sabato 19 maggio 2012
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Santuario e Teatro Italico

teatro01Il teatro - tempio di Pietrabbondante - mirabile esempio di teatro d'altura in cui solitamente in estate vengono allestite anche rappresentazioni teatrali - rappresenta la più grandiosa testimonianza della civiltà sannitica, che in Pietrabbondante è attestata sin dal V sec. a.C. dalla necropoli della Troccola su Monte Caraceno, la cui cima è circondata da una fortificazione a mura poligonali del IV sec. a.C. Costruito tra la fine del V sec. e la prima metà del IV sec. a.C., per essere ritoccato nel III sec. a. C. dopo essere stato distrutto nel 217 a.C. da Anni-bale (secondo quanto sostenuto da alcuni storici), il complesso monumentale si pone senz'altro quale primo esempio di tempio coperto che andò a sostituire i boschi o le zone cintate all'aperto come luogo di culto per i Sanniti. 

 

Lo sforzo maggiore fu tuttavia profuso nella costruzione del complesso sito a circa 55 metri a sud del tempio A, dove venne realizzato dapprima il teatro (fine II sec. a.C.) ed in seguito il teteatro02mpio grande, cosiddetto tempio B (I sec. a.C.). L'intero complesso architettonico ricalcò le tipologie ellenistiche in uso nei teatri della vicina Campania.

La prima fase di scavi iniziò a partire dal 1840, con i Borboni, e si protrasse fino al 1913: in questa fase furono scoperti il tempio A e il teatro. In questi stessi anni gli scavi furono visitati e studiati da importanti studiosi della classicità quali il Mommsen, il Friedlander ed il Maiuri. A partire dal 1959 gli stessi furono rteatro03ipresi dall'allora Ispettore presso le Antichità dell'Abruzzo e Molise Adriano La Regina, sotto la cui direzione venne riportato alla luce il tempio B e si provvide alla sistemazione dell'intera area. Nel 2001 la Soprinten-denza di Roma dello stesso Adriano La Regina - tra i più importanti sannitologi contemporanei - con la supervisione della Soprintendenza del Molise ha riaperto i cantieri nel sito di località Calcatello per procedere alla ricostruzione dell'assetto originario del teatro grazie a recupero, numerazione e ricollocazione dei circa 400 blocchi di pietra grigia locale sparsi nell'intera area.

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