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sabato 19 maggio 2012
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Il Tempietto di Vastogirardi

tempietto1In contrada Sant'Angelo, a poca distanza da Vastogirardi, il territorio si arricchisce per la presenza dei resti di un tempietto e di un edificio di epoca sannita. Incantevole è il luogo immerso nella tipica vegetazione delle montagne del Matese, nelle immediate adiacenze delle Fonti del Trigno.

Il periodo di edificazione risale al II secolo a. C., ma reperti archeologici rinvenuti in zona testimoniano frequentazioni più antiche, riferite al IV sec. a. C. Dai reperti trovati non è possibile tuttavia accertare con precisione la divinità a cui era dedicato il tempio: le ipotesi più accreditate parlano della dea Diana o del dio Ercole.

Il luogo, scelto dalla popolazione sannitica per la presenza della ricca sorgente d'acqua e per la vicinanza di un'ampia zona pianeggiante, era ideale per il pascolo delle greggi.

tempietto2Il tempio, sorto nei pressi del declivio di Monte Capraro, è circondato da un corridoio lungo i lati nord ed est, delimitato da un muro di blocchi di pietra martellata che svolgevano anche la funzione contenitiva del terreno. Al tempio, a cella unica, si accedeva tramite una scala di cui restano tracce incassate nel podio.

La copertura del tempio era costituita, forse, da lastre in piombo, alcune ritrovate nel territorio circostante, mentre altri resti della trabeazione e dell'architrave sono riconoscibili nella chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo, co-struita in zona in epoca medievale. Nella stessa chiesa è presente tempietto3una lapide con decori in stile dorico e con elegante alternanza di metope, su cui sono riconoscibili i bassorilievi di teste di buoi, rosette, maschere comiche e tragiche.

Vasi, unguentari a vernice nera, monete e statuette sono state ritrovate nel corso delle campagne di scavo dei primi anni '70. La frequentazione dell'area sacra, che comprendeva il tempio e un edificio a pianta quadrata, le cui rovine sono visibili a una cinquantina di metri da questo, si protrasse fino al II secolo d. C. per poi essere progressivamente ab-bandonata, ma il luogo rimase per secoli importante crocevia dei percorsi seguiti dai pastori durante la transumanza.

E se esigui sono i resti sopravvissuti al logorio del tempo e allo scempio dell'uomo, l'emozione che essi ancora suscitano, dopo millenni di storia, è veramente intensa e contribuisce ad accrescere il fascino di questo paesaggio.

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