Sant'Angelo del Pesco
Intorno all'anno Mille si colloca la nascita di Sant'Angelo, allorchè un gruppo di abitanti di Casaleni si spostò dalle pendici di Pescopennataro in una località denominata Sant'Angelo in Grifo-ne. Tuttavia solo dopo il 1300 il paese assunse l'attuale denominazione aggiungendo del Pe-sco, di Pesco-pennataro, da cui dipendeva e a cui fu legato, per vicende am-ministrative, fino al 1861. La parte più antica si colloca sul Colle della Lama, su cui poggiava la chiesa intorno alla quale si sviluppò il paese, che gode oggi di un gradevole panorama sull'Alta Valle del Sangro.
Quasi distrutto nella seconda guerra mondiale, Sant'Angelo del Pesco è stato in seguito ricostruito nel rispetto dell'antico assetto urbano. Risale al 1069 la Chiesa di San Michele Arcangelo, patrono di Sant'An-gelo del Pesco, chiesa riedificata intorno al 1850, distrutta durante i bombardamenti del 1943 e nuovamente ricostruita.
Al suo interno, ad una navata, si ammirano un altare policromo, due acquasantiere, quattro statue lignee, realizzate tra gli anni '40 e '60, ed una serie di dipinti, opera recente di un artista santangiolese, poi emigrato. Al XVIII sec. si ascrive invece il Santuario dedicato alla Madonna del Carmine con suggestiva doppia scala che porta al sagrato della chiesa. Nella graziosa piazzetta centrale, su cui affaccia anche un ex edificio che si intende adibire a residenza per anziani, si eleva anche un monumento ai caduti, miracolosamente scampato ai bombardamenti.
Boschi di abete bianco, studiati da parte della Scuola di Forestazione dell'Univer-sità di Holdenburg, e di faggio, l'abetaia in comune con Pesco-pennataro e la presenza del Tratturo Ateleta - Biferno, che attraversa il suo territorio, rendono il paese particolarmente ricco dal punto di vista paesaggistico e naturale. Tranquillità, aria salubre, passeggiate nei boschi, nell'abetaia e nella Valle del Sangro sono dunque peculiarità proprie di Sant'Angelo del Pesco, che anche nella segnaletica si offre quale stazione climatica di elezione. Tra le curiosità santangiolesi si rilevano la presenza di una numerosa Schola Cantorum, che aggrega giovani e meno giovani, e la "Fascarellata di mezzanotte", che anima il piccolo centro nella notte del 13 agosto.
