Riserva MAB di Montedimezzo
La
Riserva Naturale di Montedimezzo fa parte delle riserve
della biosfera istituite dall'Unesco nell'ambito del
programma MAB (acronimo di man and biosphere). Il complesso,
che comprende anche le Foreste di Feudozzo e Pennataro,
geograficamente ed amministrativamente distinte, è
oggi pertinenza dell'Azienda speciale del Demanio Forestale
di Stato chelo gestisce ad eccezione della Foresta di
Pennataro, pertinenza della regione Molise. La riserva,
che si estende per 291 ettari a forma irregolare, è
un angolo di paradiso dove domina il silenzio assoluto
del bosco mosso solo dai voli del vento e delle numerose
specie di volatili. Molte anche le specie arboree presenti
con prevalenza di cerro e di faggio; ricca la fauna
con splendidi esemplari di gatto selvatico, tasso, volpe;
magnifici i ra-paci notturni e diurni; diffusi sono
anche la tortora, la ghiandaia, il colombaccio. Il bosco,
che è luogo ideale per salut
ari
e ritempranti passeggiate, offre ai visitatori aree
attrezzate per piacevoli soste, sentieri facilmente
percorribili e la possibilità di visitare il
Centro visita - Museo, situato nello storico Casino
demaniale, che raccoglie come gioielli rari i legni
pregiati, anche antichi, del bosco, sezioni di alberi,
esemplari di uccelli e animali selvatici di piccola
taglia, mappe e pannelli esplicativi, attrezzi legati
al mondo contadino e pastorale, interessanti re-perti
floro - faunistici. Splendido è il luogo dove
sorgono il Centro - visita e la vicina Caserma forestale,
molto disponibili le guardie che giornalmente offrono
il loro servizio, godibilissimo il panorama: adagiato
nella valle si scorge San Pietro Avellana. Il grosso
tronco di un olmo montano, ultimo grande olmo della
foresta, all'ingresso del Centro - visita, ricorda ai
visitatori la sua imponente presenza e la sua esistenza
passata con un cartello che, a mo' di lapide, riporta:
"Olmo montano, morto per graffiosi, età
114 anni (1883 -1997), altezza metri 22, diametro centimetri
50".
Gli alberi in questo luogo sono presenze vive che tracciano,
a ben guardare, un piccola - grande storia.
UN PO’ DI STORIA
Il complesso forestale di Montedimezzo-Feudozzo- Pennataro, esteso circa 1.170 ettari, di proprietà degli Angioini dal 1200, fu acquistato nel 1606 dai Monaci Certosini di Napoli che lo conservarono fino al 1799 quando, in seguito alle leggi eversive della feudalità e sui beni ecclesiastici, entra a far parte del regio patrimonio della Casa Borbonica e, con Regio Decreto n. 981 del 12 giugno 1825, fu dichiarato Reale Riserva di caccia. Con l'Unità d'ltalia, fu incamerato dallo Stato che lo affida in gestione all'ex Amministrazione Forestale (legge n. 376/ 1908) e, come beni dello Stato dichiarati inalienabili, fu trasferito all'Azienda speciale del Demanio Farestale di Stato (istituita con legge n. 277/1910) che tuttora lo gestisce ad eccezione della foresta di Pennataro che è foresta della Regione Molise (con legge 281/1970).
La Riserva, che si estende per 291 ettari a forma irregolare, è un angolo di paradiso dove domina il silenzio assoluto del bosco mosso solo dal vento, dal volo delle farfalle e degli uccelli. Molte le specie arboree presenti con prevalenza di cerro e di faggio, ricca la fauna con splendidi esemplari di gatto selvatico, tasso, volpe, bellissimi i rapaci notturni e diurni, diffusi anche la tortora, la ghiandaia, il colombaccio. Il bosco, che è luogo ideale per salutari e ritempranti passeggiate, offre ai visitatori attrezzate aree per piacevoli soste, sentieri facilmente percorribili e la possibilità di visitare il Centro visita - Museo, situato nello storico Casino demaniale che raccoglie come gioielli rari i legni pregiati del bosco, sezioni di alberi, esemplari di uccelli e animali selvatici di piccola taglia, mappe e pannelli esplicativi, attrezzi legati al mondo contadino e pastorale, interessanti reperti floro - faunistici, fossili e - da ultimo - una mostra permanente di pietre lavorate dell’artista Eligio Fatica. Splendido è il luogo ove si adagiano il Centro - visita e la vicina Caserma forestale, stupendo il panorama che si gode: deposto nella valle, si scorge San Pietro Avellana. Il grosso tronco di un Olmo Montano, ultimo grande olmo della foresta, all'ingresso del
Centro - visita, ricorda ai visitatori la sua imponente esistenza passata con un cartello che, a mo' di lapide,
cita "Ultimo grande olmo della foresta, morto per
grafiosi, età 114 anni (1883 -1997), altezza
m. 22, diametro cm. 50". Di recente la Riserva
si è aperta anche alla fruizione da parte dei
disabili grazie alla creazione del Sentiero Colle S.
Biagio (km 2.6).
