Bosco di San Martino e Cantalupo
Il
bosco di S. Martino e Cantalupo è sito nel Molise
settentrionale, in agro di San Pietro Avellana,nell'alto
bacino imbrifero del fiume Sangro ed occupa le basse
pendici della catena del Monte Secine e Monte Tocco;
le sue coordinate U.T.M., riferite ai "ruderi"
del fabbricato demaniale La Taverna della Valle (quota
760) sono:VG 299299 (dalla tavoletta I.G.M. -1.2S.000
- fg. n. I S3, Castel di Sangro/AQ.111 -N.E.). La quota
più bassa, Iato sud, m 650 s.l.m. è segnata
dal fiume Sangro, quella più alta, Iato Nord,
m 930 s.l.m. è segnata dalla strada bianca intercomunale
per Pietransieri (AQ) e Ateleta (AQ). Dista da: Campobasso
Km 113; Caserta Km 130; Isernia Km 58; Napoli Km 160;
Pescara Km 165 e da Roma Km 210; la distanza dai centri
di Servizio di S. Pietro Avellana (IS) e Castel di Sangro
(AQ) è appena Km Il e Km 6, rispettivamente,
ed è equidistante, Km 15 circa, dalle stazioni
sciistiche di Roccaraso (AQ) e di Capracotta (IS).
Piste naturali di servizio si innestano sulla desueta
stradina intercomunale, a fondo naturale: Ateleta-Pietransieri-S.
Pietro Avellana che l'attraversa, per collegarsi con
la strada a scorrimento veloce (Fondovalle Sangro) e
quindi con l'Autostrada Adriatica (AI4) Val di Sangro
e l'autostrada del Sole (AI) a San Vittore del Lazio.
L'antico Feudo di S. Martino e Cantalupo, esteso intorno
al XV secolo circa 450 ettari, si è ridotto,
nell'arco dei tre secoli successivi, agli attuali 215
ettari, per ampie e generalizzate usurpazioni perpetrate
dalle popolazioni locali, specie nei periodi di gravi
crisi politiche e socio-economiche. La realizzazione,
durante la prima metà degli anni '80, della menzionata
S.S.V., ha ulteriormente ridotto la sua superficie di
altri 2 ettari circa.
Presso l'Archivio di Stato di Napoli, Fondo Archivio Borbonico,
sono stati rinvenuti alcuni contratti di fitto della Taverna della Valle nonché Manifesti di Bandi
d'Asta dei pascoli della Gracia di Montedimezzo, ecc.,
documenti questi che, in fotocopia, sono consultabili
presso il Centro Visitatori di Montedimezzo, ubicato
in agro del vicino Comune di Vastogirardi (IS) dove,
tra gli altri, sono conservati e fruibili anche alcuni
reperti floro-faunistici di questa foresta e delle altre
aree protette demaniali molisane. Si ravvisa l'opportunità
che venga completata la raccolta di notizie storiche
e dati socio-economici inerenti le vicissitudini del
feudo, poiché nel IX secolo già come Terra
della Badia di San Vincenzo al Volturno (Chronicon Vulturnense)
e poi di Montecassino, fu soggetto ad estese e generalizzate
"usurpazioni" che raggiunsero la ragguardevole
estensione di 246 ettari da parte delle popolazioni
di S. Pietro Avellana, Ateleta e Castel di Sangro. La
foresta è attraversata nella parte bassa dalla
Ferrovia Elettrica Sangritana, dalla Strada Statale
552 Sangritana, dalla S.S. V. Fondo Valle del fiume
Sangro e dal tratturo Celano-Foggia da cui si accede
direttamente al rudere denominato Taverna della Valle,
testimonianza di pregresse civiltà pentro-sannitiche,
dati storici depongono per una sua importanza politico-strategica
e pastorale, perché luogo di sosta di eserciti
e di pastori con le greggi transumanti, È una
foresta demaniale regionale molto importante sia dal
punto di vista silvano che come punto di riferimento
dell'istituendo Parco Regionale, in quanto è
gestita secondo criteri naturalistici atti a favorire
lo sviluppo del turismo di montagna, dato che è
posta nelle immediate periferie della città di
Castel di Sangro (AQ) e del centro abitato di S. Pietro
Avellana (IS) dell'Alto Molise.
