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sabato 19 maggio 2012
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Bosco di San Martino e Cantalupo

fiumesangroIl bosco di S. Martino e Cantalupo è sito nel Molise settentrionale, in agro di San Pietro Avellana,nell'alto bacino imbrifero del fiume Sangro ed occupa le basse pendici della catena del Monte Secine e Monte Tocco; le sue coordinate U.T.M., riferite ai "ruderi" del fabbricato demaniale La Taverna della Valle (quota 760) sono:VG 299299 (dalla tavoletta I.G.M. -1.2S.000 - fg. n. I S3, Castel di Sangro/AQ.111 -N.E.). La quota più bassa, Iato sud, m 650 s.l.m. è segnata dal fiume Sangro, quella più alta, Iato Nord, m 930 s.l.m. è segnata dalla strada bianca intercomunale per Pietransieri (AQ) e Ateleta (AQ). Dista da: Campobasso Km 113; Caserta Km 130; Isernia Km 58; Napoli Km 160; Pescara Km 165 e da Roma Km 210; la distanza dai centri di Servizio di S. Pietro Avellana (IS) e Castel di Sangro (AQ) è appena Km Il e Km 6, rispettivamente, ed è equidistante, Km 15 circa, dalle stazioni sciistiche di Roccaraso (AQ) e di Capracotta (IS).
Piste naturali di servizio si innestano sulla desueta stradina intercomunale, a fondo naturale: Ateleta-Pietransieri-S. Pietro Avellana che l'attraversa, per collegarsi con la strada a scorrimento veloce (Fondovalle Sangro) e quindi con l'Autostrada Adriatica (AI4) Val di Sangro e l'autostrada del Sole (AI) a San Vittore del Lazio. L'antico Feudo di S. Martino e Cantalupo, esteso intorno al XV secolo circa 450 ettari, si è ridotto, nell'arco dei tre secoli successivi, agli attuali 215 ettari, per ampie e generalizzate usurpazioni perpetrate dalle popolazioni locali, specie nei periodi di gravi crisi politiche e socio-economiche. La realizzazione, durante la prima metà degli anni '80, della menzionata S.S.V., ha ulteriormente ridotto la sua superficie di altri 2 ettari circa.

 

tavernaPresso l'Archivio di Stato di Napoli, Fondo Archivio Borbonico, sono stati rinvenuti alcuni contratti di fitto della Taverna della Valle nonché Manifesti di Bandi d'Asta dei pascoli della Gracia di Montedimezzo, ecc., documenti questi che, in fotocopia, sono consultabili presso il Centro Visitatori di Montedimezzo, ubicato in agro del vicino Comune di Vastogirardi (IS) dove, tra gli altri, sono conservati e fruibili anche alcuni reperti floro-faunistici di questa foresta e delle altre aree protette demaniali molisane. Si ravvisa l'opportunità che venga completata la raccolta di notizie storiche e dati socio-economici inerenti le vicissitudini del feudo, poiché nel IX secolo già come Terra della Badia di San Vincenzo al Volturno (Chronicon Vulturnense) e poi di Montecassino, fu soggetto ad estese e generalizzate "usurpazioni" che raggiunsero la ragguardevole estensione di 246 ettari da parte delle popolazioni di S. Pietro Avellana, Ateleta e Castel di Sangro. La foresta è attraversata nella parte bassa dalla Ferrovia Elettrica Sangritana, dalla Strada Statale 552 Sangritana, dalla S.S. V. Fondo Valle del fiume Sangro e dal tratturo Celano-Foggia da cui si accede direttamente al rudere denominato Taverna della Valle, testimonianza di pregresse civiltà pentro-sannitiche, dati storici depongono per una sua importanza politico-strategica e pastorale, perché luogo di sosta di eserciti e di pastori con le greggi transumanti, È una foresta demaniale regionale molto importante sia dal punto di vista silvano che come punto di riferimento dell'istituendo Parco Regionale, in quanto è gestita secondo criteri naturalistici atti a favorire lo sviluppo del turismo di montagna, dato che è posta nelle immediate periferie della città di Castel di Sangro (AQ) e del centro abitato di S. Pietro Avellana (IS) dell'Alto Molise.

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