Bosco di Monte Capraro
Il
Bosco di Monte Capraro è situato nell’Altissimo
Molise. Da una quota minima di m 1.035 s.l.m. raggiunge una quota massima di m 1.730 s.l.m. con una superficie
che inizialmente era di Ha. 194,76.50 e successivamente,
in seguito all'ampliamento della S.P. 70 Montesangrina,
è scesa ad Ha. 194.66.90.
La foresta ricade in agro di San Pietro Avellana, nell'ambito
della Comunità Montana "Alto Molise"
di Agnone (IS), a ridosso dell'omonima stazione sciistica
di Monte Capraro, in agro di Capracotta.
Essa costituisce oggi un esempio di gestione del territorio
ad indirizzo silvano, impostata su criteri essenzialmente
naturalistici, validi per la valorizzazione anche in
senso agrituristico ed ecologico dell'intero comprensorio
Alto Molisano.
Gli esemplari di flora e fauna della foresta sono conservati
nel vicino Centro Visitatori di Montedimezzo. E' opportuno
assumere dati storici e scientifici sul territorio di
Monte Capraro, data l'alta valenza agro-zootecnica e
silvana che racchiude.
La foresta, come detto, è situata in provincia
di Isernia nell'Altissimo Molise - Coordinate U.T.M.
riferite alla "Sorgente Don Salvatore" (quota
1.200 s.l.m.) VG 362282 (dalla tavoletta I.G.M. scala
1:25.000, fg. 153, Il- NE, Vastogirardi).
E' evidenziata sulla carta stradale dell'Amministrazione
Provinciale e dell'Ente Provinciale del Turismo di Isernia.
LA FLORA 
La faggeta pura è situata nelle quote superiori,
mentre la cerreta pura occupa le quote inferiori. Nella
fascia intermedia di transizione e ai margini medio
- inferiori e sotto strada si evidenzia il bosco ceduo
matricinato, composto da faggio e cerro con esemplari
di acero spp., carpino spp. ecc.
l rimboschimenti e rinfoltimenti con piantine di resinose
esotiche, abete bianco con sporadica presenza di abete
rosso, abete greco, cedro, ecc., eseguiti dagli anni
‘60 in poi per ripristinare la copertura arborea
nelle aree nude non più richieste per il pascolo,
hanno assicurato la copertura forestale con sviluppo
notevole ed ottimi risultati.
Il bosco sta riconquistando, anche spontaneamente, lo
spazio che sottratto dagli ex proprietari per far posto
ai coltivi ed ai prati, pascoli allora necessari per
trarre sostentamento in loco. Infatti l'ex prateria
Vicenne Piane, sebbene ricca di graminacee, leguminose,
ecc., è ormai abbandonata a se stessa perché
non più richiesta dagli allevatori a causa della
crisi del settore zootecnico.
Sono in programma ulteriori interventi di rimboschimento
nonchè interventi selvicolturali finalizzati
al ripristino delle strutture boscate originarie, ovvero
fustaie di cerro e faggio, essendo il bosco ceduo una
struttura creata dall'uomo e perciò non naturale.
LA FAUNA
E'
rappresentata da ghiandaie, tordi, tordelle, merli,
quaglie, ecc., da rapaci notturni (civetta, gufo, ecc.)
e diurni (poiana, falchetti, ecc.). Sono inoltre presenti
scoiattoli, ghiri, volpi, lepri e cinghiali. Queste
ultime specie provengono dai lanci effettuati a più
riprese dal Comitato Provinciale Caccia. Sono stati
avvistati in foresta esemplari di daini e sono state
rinvenute le tracce della presenza del lupo e anche
dell'orso. Nei piccoli stagni presenti in foresta, il
cinghiale trova refrigerio e riposo durante la calura
estiva.
